Smart Working #0, questo sconosciuto…


AMBIENTE UFFICIO SMART WORKING
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Smart Working #0, questo sconosciuto…

  • Date1 giugno 2016

Se ne parla ormai da mesi, se non da anni: cambia il Mondo, cambiano i sistemi economici, cambiano i clienti e gli strumenti elettronici, cambiano i modi di comunicare e cambia anche il lavoro stesso, come modalità, come rapporto fra imprenditore e collaboratore.

Ne abbiamo parlato durante il corso che abbiamo organizzato con l’Ordine degli Architetti P.P. e C. di Padova negli scorsi mesi di Febbraio e Marzo.

Riprendiamo ora questo tema poiché lo riteniamo importante, lo riteniamo soluzione per molte aziende che si trovano oggi con problemi organizzativi, perché non si sono adeguate al cambiamento umano, economico, tecnologico degli ultimi anni.

Agli inizi del XX secolo ci si è interrogati sulla progettazione della casa, su come l’architettura e l’arredamento possono influire in modo positivo (o negativo!) sulla vita di una famiglia, oggi ci si interroga su come le attività lavorative possano essere agevolate anche attraverso il layout degli ambienti di lavoro.

Prima di addentrarci nei nuovi layout degli uffici, vogliamo capire cos’è e da cosa nasce il concetto di smart working.

Cos’è lo smart working?

“riorganizzazione del lavoro che fa leva sulle nuove tecnologie, al fine di permettere il superamento di limiti fisici e temporali.” (fonte)

 

“Approccio all’organizzazione del lavoro che mira a produrre maggiore efficienza ed efficacia nel raggiungimento dei risultati lavorativi attraverso una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione, assieme con strumenti e ambienti lavorativi ottimizzanti per i collaboratori aziendali.” (fonte)

Cambia tutto: il lavoratore ha maggior controllo del tempo, bilanciando così i ritmi lavoro-famiglia, c’è maggiore flessibilità porta ad una migliore produttività e soddisfazione lavorativa, diminuiscono i tassi di assenteismo…

Ma si rischia un minor coinvolgimento nelle dinamiche aziendali, mancanza di integrazione con i colleghi, meno lavoro di squadra.

Proprio per questo la chiave per un’organizzazione ottima delle nuove modalità lavorative è il coordinamento e l’organizzazione.

Per le aziende è una rivoluzione culturale, organizzativa, manageriale, che per decollare ha bisogno di superare punti critici e trovare risposte in un quadro normativo (fonte)

Bisogna tener conto anche degli aspetti tecnologici ed umani.

  • Nuovi devices che accompagnano il lavoratore durante la giornata (a volte basta un tablet e un telefonino).
  • Connessione continua dentro e fuori dagli spazi dedicati al lavoro.
  • Consapevolezza che il tavolo e la sedia non sono più gli “unici” mobili necessari al lavoro sedentario, ma ci sono anche le poltrone, il prato, postazioni diverse….

Tutto è cambiato talmente tanto che anche le nuove proposte e soluzioni nell’ambito del layout devono essere capite sia dagli architetti che dagli imprenditori.

Ecco perché continuiamo a parlarne, ecco perché vogliamo approfondire ancora il tema dello Smart Working.